Vivere in barca con due cani: la nostra avventura dalla città al mare | BITE
Il nostro primo articolo racconta chi siamo, cosa ci ha spinti a cambiare vita e come è nata la nostra avventura in camper e poi in barca, tra sfide, scoperte e nuove tappe della nostra quotidianità nomade con due cani.
La mattina a Milano era un miscuglio di suoni: il tram che stride sulle rotaie, le serrande che si alzano, il vociare frettoloso di chi già controllava l’orologio.
Per anni, quella è stata la nostra colonna sonora. Non era una vita sbagliata, intendiamoci—solo che, col tempo, non ci sembrava più davvero nostra.
Siamo Sami e Massimo. Questa è la storia di come abbiamo deciso di scambiare il cemento con l’acqua, portandoci dietro due grandi Akita e tante domande sulla vita.
L’impulso che ha cambiato tutto
Non c’era un business plan, né una lunga riflessione. Una mattina qualsiasi nell’autunno del 2024 ci siamo svegliati e, quasi per scherzo, abbiamo iniziato a cercare un camper. Poche ore dopo, lo avevamo comprato.
Il camper è stato il nostro primo vero atto di libertà. Ci ha insegnato l’essenziale: vivere in spazi ridotti, gestire le risorse e condividere ogni centimetro con due cani grandi metà dell’abitacolo. Non era sempre comodo, non era facile, ma era reale.
Quando il piano si rompe… letteralmente
Dicono che le cose si rompano per fare spazio al nuovo. Per noi è stato vero: il camper ci ha lasciati a piedi.
Fermi sul ciglio della strada, con i nostri sogni in stallo, abbiamo capito qualcosa di importante: non volevamo tornare indietro. Ci serviva qualcosa di più grande: non solo un mezzo più grande, ma una sfida più profonda.
Così siamo passati dalle ruote alle onde.
Oggi: 10 metri, quattro abitanti, un ufficio remoto
Oggi la nostra casa è una barca di 10 metri. Il suono della mattina è il vento che fischia tra le sartie e l’acqua che frastaglia lo scafo.
Lavoriamo ancora nel settore assicurativo, ma lo facciamo guardando l’orizzonte che cambia. Ogni giorno impariamo cose nuove: i ritmi del mare, la manutenzione tecnica e la convivenza acrobatica con i nostri Akita—che, contro ogni previsione, sembrano aver trovato il loro equilibrio marino.
Non siamo guru, siamo esploratori
Vogliamo essere chiari: questo non è un manuale di felicità o libertà. Siamo esploratori in fase di apprendimento. Spesso stanchi, talvolta confusi, ma finalmente in movimento.
Questo blog nasce per fermare questi momenti. Per dare senso al percorso mentre lo viviamo e per condividere la bellezza—e la fatica—di scegliere una direzione invece di una destinazione.
Se sei qui…
Forse è per curiosità. Forse anche tu, ogni tanto, senti che la vita “statica” ti va un po’ stretta.
Qualunque sia il motivo, benvenuto a bordo.
Il resto lo scopriremo strada facendo.
Dopotutto, quello che abbiamo imparato è che the better is in the end!
Collegamenti interni
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- Categoria: Logbook
- Vele soltanto
Diego sale a bordo con poche ore di preavviso, si parte inseguiti dai lampi di una tempesta, e quando il motore muore a poche miglia da Roccella Jonica restano solo le vele a portarci in porto.
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Il rientro in acqua di Spritz dopo i lavori in cantiere era fissato per l'8 settembre, ma non ci siamo arrivati noi per primi. Primo di tre articoli sulla vera partenza verso Lisbona: una febbre, due ragazzi tedeschi arrivati puntuali, e una barca affidata a un equipaggio prima ancora di avere un capitano a bordo.
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Comunicare non è solo chiamare fuori dalla barca: è prima di tutto capire e condividere dentro la barca ciò che sta succedendo. Quinto e ultimo articolo della serie sulla sicurezza in barca: NITS, briefing, debriefing e la chiusura del cerchio.
- Perché gli incidenti raramente iniziano con un'emergenza
L'emergenza è spesso l'ultimo anello di una catena di minacce ed errori riconoscibili in anticipo. Quarto articolo della serie sulla sicurezza in barca: Threat and Error Management, spiegato con un caso concreto.
- Come prendere decisioni migliori in mare
Davanti a un problema, il rischio è anche fissarsi su un solo dettaglio e perdere di vista il quadro generale. Terzo articolo della serie sulla sicurezza in barca: consapevolezza situazionale, fixation error e il modello PIOSEE.
- La sicurezza nasce dall'equipaggio: CRM, leadership e comunicazione
Un equipaggio non nasce squadra: lo diventa quando competenze e informazioni di ognuno diventano disponibili al gruppo. Secondo articolo della serie sulla sicurezza in barca: CRM, BRM, leadership e closed-loop communication.