Benvenuti a bordo di Spritz: com’è vivere su una barca a vela di 10 metri | BITE
Sali a bordo di Spritz, la nostra barca a vela del 1975: dieci metri che sono casa, ufficio e compagna di viaggio. Ecco com’è davvero viverci, lavorarci e navigarci.
Spritz è la nostra casa, il nostro mezzo di trasporto e, molto spesso, anche il nostro ufficio.
È una Deerberg Beryll del 1975, misura 9,75 metri - circa 10,5 contando il bompresso aggiunto successivamente - e probabilmente la cosa più importante da sapere su di lei è che Spritz è più vicina a una tenda che a una casa.
Non c’è acqua calda. Non c’è aria condizionata. La doccia è fuori. Il bagno è minuscolo. La cucina è talmente scomoda che spesso preferiamo cucinare sulle scale, sopra il frigorifero o direttamente in pozzetto.
Eppure ci viviamo, ci lavoriamo, navighiamo per centinaia di miglia e, soprattutto, ci sentiamo a casa.
Visto che nei prossimi mesi Spritz ospiterà anche alcune delle persone che parteciperanno con noi al viaggio verso il Portogallo, abbiamo pensato che fosse arrivato il momento di fare le presentazioni come si deve.
Quindi: benvenuti a bordo di Spritz.
Da Paddy a Spritz
Abbiamo trovato Spritz su Boat24 nel 2024. Dopo un primo viaggio a Volos per vederla, siamo tornati qualche mese dopo per comprarla e riportarla in Italia.
All’epoca si chiamava Paddy, come il whiskey irlandese. I suoi precedenti proprietari ci chiesero scherzosamente di mantenere la tradizione dei nomi “alcolici” e, visto il nostro storico rapporto con gli Spritz, la scelta fu piuttosto naturale.
Prima di arrivare in Grecia aveva navigato sul Lago di Costanza e aveva già attraversato buona parte dell’Europa lungo fiumi e canali. Ma quella è una storia che merita un articolo tutto suo.
Entriamo a bordo
La cabina di prua: casa nostra
Partendo dalla prua troviamo la nostra cabina.
È qui che dormiamo io e Sami.
Definirla una camera da letto separata sarebbe forse eccessivamente generoso: tra la cabina e il resto della barca c’è un arco, ma nessuna porta.
Quando abbiamo bisogno di un minimo di privacy ricorriamo quindi a una delle più sofisticate tecnologie sviluppate dall’umanità nel corso dei millenni: un lenzuolo appeso.
Funziona sorprendentemente bene.
La cabina di prua rimane comunque il nostro spazio personale e, durante la normale vita a bordo, è il nostro letto.
In navigazione le cose possono cambiare. Se si fanno i turni, soprattutto durante le traversate più lunghe, i posti letto possono essere utilizzati a rotazione da chi è fuori turno.
Su una barca gli spazi raramente hanno una sola funzione.
La dinette: cucina, sala da pranzo, ufficio e camera degli ospiti
Proseguendo verso poppa si arriva al vero centro della vita sottocoperta: la dinette.
Qui mangiamo.
Qui lavoriamo.
Qui teniamo parte dell’attrezzatura necessaria alla navigazione: radio portatili, guanti, giubbotti di salvataggio e tutto quello che deve essere facilmente raggiungibile.
Ed è qui che abbiamo disseminato prese a 220 V, USB-A e USB-C per alimentare la quantità francamente imbarazzante di dispositivi elettronici con cui siamo riusciti a riempire una barca costruita nel 1975.
La configurazione attuale è leggermente diversa rispetto alla piantina originale. Una parte della seduta sul lato sinistro, vicino all’ingresso del bagno, è stata sacrificata per fare spazio a un frigorifero aggiuntivo.
La dinette può trasformarsi anche in un letto e, considerando che stiamo parlando di una barca degli anni ’70, è persino abbastanza comodo.
Non essendo dotata di lee cloth, però, non è il posto che consiglieremmo per dormire durante una navigazione a vela con la barca sbandata o con mare formato.
Quando avremo ospiti a bordo, preferiremmo quindi utilizzare la cuccetta libera a poppa e mantenere la dinette come spazio comune. Teoricamente Spritz può ospitare quattro persone, ma per le navigazioni più lunghe tre persone sono probabilmente il numero ideale.
Perché dieci metri possono sembrare tanti.
Finché non ci metti dentro quattro persone e due cani da cinquanta chili.
La cambusa, ovvero: perché cuciniamo ovunque tranne che in cucina
Spritz ha una cambusa.
Tecnicamente.
Nella pratica è piccola, stretta e piuttosto scomoda da utilizzare.
Abbiamo quindi sviluppato negli anni un concetto piuttosto flessibile di “cucina”.
A volte cuciniamo sulla scala della companionway. A volte sopra il frigorifero. Quando il tempo lo permette, direttamente in pozzetto.
Il nostro elettrodomestico principale è un multicooker Ninja, che ormai utilizziamo praticamente per tutto. Se serve abbiamo anche un piano a induzione e, come soluzione di riserva, due fuochi ad alcool.
Il frigorifero originale da barca non è particolarmente performante e lo utilizziamo soprattutto per bottiglie e frutta. Il frigorifero aggiuntivo ha anche uno di quei minuscoli freezer che esistono probabilmente solo per permettere ai produttori di frigoriferi di scrivere la parola “freezer” sulla confezione.
Anche lavare i piatti richiede qualche adattamento.
Durante le navigazioni utilizziamo un doccino elettrico portatile per recuperare acqua di mare, con cui riempiamo un secchio flessibile e facciamo il primo lavaggio in pozzetto. Solo il risciacquo finale viene fatto con acqua dolce.
Per il bucato il principio è lo stesso.
Con secchi diversi.
Ci teniamo a specificarlo.
60 litri d’acqua cambiano parecchio il concetto di “spreco”
Il serbatoio principale di Spritz contiene appena 60 litri di acqua dolce.
Quell’acqua deve alimentare praticamente tutto: lavandini e doccia esterna.
Per aumentare l’autonomia portiamo con noi circa altri 100 litri distribuiti in diverse taniche, alcune delle quali vengono utilizzate anche per garantire una riserva di acqua potabile a Godot e Freyja.
Noi, almeno per il momento, beviamo prevalentemente acqua in bottiglia.
A bordo abbiamo anche un dissalatore, che però attualmente non è operativo. In futuro vorremmo ripristinarlo, installare un sistema di filtrazione per l’acqua potabile e aggiungere un secondo serbatoio.
Nel frattempo abbiamo imparato una cosa molto semplice: quando hai 60 litri d’acqua, inizi immediatamente a capire quanta ne consumi senza accorgertene vivendo a terra.
Anche il concetto di doccia cambia.
Durante una navigazione lunga, semplicemente, non ci si fa la doccia.
Prima di partire o quando arriviamo ci tuffiamo in mare e poi utilizziamo un po’ d’acqua dolce per togliere il sale. Quando siamo in marina utilizziamo i servizi a terra.
In alcuni porti o punti di rifornimento possiamo collegare direttamente l’impianto idrico di Spritz alla rete esterna. Sono momenti meravigliosi in cui, improvvisamente, dai rubinetti esce una quantità apparentemente infinita d’acqua.
Ed è generalmente lì che partono docce, bucati e grandi pulizie.
Il bagno: piccolo. Molto piccolo.
Non c’è molto modo di renderlo più romantico di quello che è.
Il bagno di Spritz è minuscolo.
Ha un WC elettrico e un piccolo lavandino e muoversi al suo interno richiede un certo grado di coordinazione corporea.
Probabilmente andare in bagno è ancora oggi la cosa più scomoda della vita a bordo.
Ma ci si abitua.
La doccia, invece, è esterna e si trova sul giardinetto di poppa. Abbiamo installato una tenda circolare che offre quantomeno un sentore di privacy.
In mezzo al mare funziona benissimo.
In porto un po’ meno.
Spritz non ha acqua calda e non ha aria condizionata. Per l’estate abbiamo diversi ventilatori distribuiti negli ambienti principali e, nonostante la ventilazione interna non sia eccezionale, finora è stata sufficiente per vivere e dormire a bordo.
Comoda?
No.
Vivibile?
Assolutamente sì.
L’elettricità, invece, non ci manca
Se sull’acqua dobbiamo essere piuttosto parsimoniosi, sull’elettricità abbiamo deciso di percorrere una strada completamente diversa.
Spritz dispone di un banco batterie al litio da 12 V e 900 Ah, alimentato principalmente da circa 800 W di pannelli solari installati sull’arco di poppa.
È abbastanza energia per alimentare la vita quotidiana, i computer, Starlink e gran parte delle nostre necessità.
La cucina elettrica è il carico che mette maggiormente alla prova il sistema, motivo per cui prevediamo di affiancare all’impianto anche un piccolo generatore a benzina da utilizzare come backup.
Grazie a Starlink, Spritz è diventata anche il nostro ufficio.
Normalmente Sami lavora dalla dinette mentre io mi sistemo in pozzetto. Quando arriva il momento di navigare seriamente, i computer finiscono in un gavone dedicato dove rimangono protetti.
Il risultato è un contrasto che ci piace parecchio.
Viviamo su una barca del 1975 senza acqua calda e ci laviamo con un secchio.
Ma abbiamo internet satellitare, quasi 11 kWh nominali di batterie e possiamo fare una videochiamata di lavoro in mezzo al mare.
Le priorità.
Il pozzetto: il nostro secondo salotto
Quando il tempo lo permette, gran parte della vita si sposta fuori.
Il pozzetto di Spritz non è enorme e non è particolarmente flessibile nella configurazione, ma è sufficientemente grande per mangiare, lavorare e cucinare grazie a un tavolo che possiamo montare quando serve.
Bisogna semplicemente considerare che lo spazio va condiviso con altri due membri dell’equipaggio.
Godot e Freyja.
Per proteggerli dal sole montiamo una grande tenda utilizzando il boma come supporto, in modo da avere sempre una zona d’ombra.
Quando fa più fresco, invece, conquistano il resto della coperta.
Durante la navigazione gli piace stare sui passavanti o a prua, a guardare le onde e prendere gli schizzi del mare.
Noi non abbiamo ancora capito cosa ci trovino di così divertente.
Loro sembrano molto soddisfatti.
Vivere in barca con due cani giganti
Godot e Freyja fanno parte dell’equipaggio esattamente quanto noi.
Entrambi hanno i propri giubbotti salvagente e sono ormai abituati alla navigazione, anche quando le condizioni diventano meno piacevoli.
Di notte, mentre navighiamo, rimangono sotto coperta nella dinette per sicurezza. In porto o all’ancora preferiscono invece dormire fuori.
Godot, nello specifico, ha ufficialmente requisito uno dei divanetti.
Durante le navigazioni più lunghe hanno un tappetino di erba sintetica per i bisogni. Quando navighiamo sotto costa, invece, cerchiamo di portarli regolarmente a terra con il tender.
Spritz non ha una spiaggetta di poppa e nemmeno una vera scaletta da bagno.
Abbiamo però trovato una soluzione: una piattaforma gonfiabile progettata per permettere ai cani di risalire dall’acqua. Regge più di cento chili e, inevitabilmente, abbiamo iniziato a utilizzarla anche noi.
Avevamo comprato anche un parabordo trasformabile in scaletta.
Sembrava geniale.
Non lo era.
Adesso vive a bordo nel ruolo di soluzione d’emergenza migliore di niente.
E a poppa?
La zona di poppa ospita due cuccette singole.
Quella di sinistra, nella vita quotidiana, ha ormai perso quasi completamente la propria dignità di letto ed è diventata il nostro deposito.
Quando decidi di vivere su una barca per 360 giorni all’anno, da qualche parte devi mettere attrezzi, ricambi, materiali e tutte quelle cose che potrebbero servirti quando il negozio più vicino si trova a qualche centinaio di miglia.
La cuccetta di destra, invece, rimane libera.
È quella destinata principalmente agli ospiti.
Per chi salirà a bordo durante i nostri prossimi viaggi, però, c’è una regola fondamentale: viaggiare leggeri.
Uno zaino o un borsone morbido delle dimensioni di una borsa da palestra sono ideali.
Lo spazio è poco e le valigie rigide, una volta svuotate, diventano semplicemente enormi oggetti inutili ai quali bisogna trovare casa.
Salire su Spritz significa entrare nell’equipaggio
Chi parteciperà a una delle nostre navigazioni non sarà un passeggero.
Sarà parte dell’equipaggio.
Questo significa partecipare alla vita quotidiana della barca: cucinare, tenere in ordine, aiutare nelle normali attività e, soprattutto, navigare.
Durante le traversate organizziamo dei turni. Indicativamente tre ore quando possiamo affidarci all’autopilota, due quando dobbiamo governare manualmente.
E tutti fanno tutto.
In condizioni meteo adatte, questo significa anche stare al timone e governare Spritz.
Naturalmente ci sono alcune regole.
A bordo non si fuma, soprattutto sottocoperta. L’alcol va benissimo con moderazione quando siamo fermi in porto, decisamente meno durante una navigazione.
E poi ci sono le regole relative a Godot e Freyja.
In realtà è una sola:
non rompergli i co***ni.
Semplice. Loro sanno gestirsi da soli e anche se non sembra, sanno quello che fanno a bordo.
Spritz non è una casa galleggiante
Spritz viene da un’altra epoca.
E si vede.
La sua progettazione appartiene a un periodo in cui una barca di queste dimensioni non cercava di replicare un appartamento sull’acqua.
Oggi molte barche sono progettate intorno al comfort in rada e in marina. Spritz, almeno per come la viviamo noi, dà la sensazione opposta.
È più vicina a una tenda che a una casa.
Gli spazi sono piccoli. La privacy è relativa. L’acqua va razionata. Fare una doccia richiede organizzazione. Andare in bagno richiede capacità motorie che non sapevi di possedere.
Eppure c’è qualcosa che per noi compensa tutto questo.
Ci fidiamo di lei.
Non significa pensare che Spritz sia indistruttibile o che possa affrontare qualsiasi condizione. Una barca rimane una barca e il mare rimane molto più forte di noi.
Ma abbiamo iniziato a capire davvero di cosa fosse capace durante una delle nostre navigazioni.
Ci siamo ritrovati improvvisamente con circa 30 nodi di vento da poppa e la randa completamente aperta.
Sono seguite circa cinque ore estremamente stressanti.
Per noi.
Per il rigging.
Probabilmente per tutto ciò che si trovava a bordo.
Spritz, invece, ha continuato a navigare.
Senza drammi.
È stato uno di quei momenti in cui inizi a guardare una vecchia barca in maniera diversa.
Da allora abbiamo cambiato tantissime cose e altre ne cambieremo ancora. Nuove vele, nuove sartie, un motore nuovo, elettronica, batterie, autopilota. Continueremo a rompere qualcosa, ripararlo e probabilmente rompere qualcos’altro.
Ma sotto tutta la tecnologia che abbiamo aggiunto rimane una barca costruita cinquant’anni fa.
Non sarà la barca più comoda del mondo.
Non abbiamo acqua calda.
Ci facciamo la doccia sul giardinetto.
Cuciniamo sulle scale.
Condividiamo dieci metri di barca con due cani enormi.
E il posto preferito di Sami, se glielo chiedete, probabilmente rimane a terra, il più lontano possibile da Spritz.
Il mio, invece, è esattamente qui.
Sdraiato sul passavanti, all’ombra del genoa, mentre sotto di me Spritz continua a navigare.
Possibilmente verso il prossimo posto in cui non avevamo programmato di finire.
Collegamenti interni
- Home
- Categoria: Logbook
- Verso l'Atlantico!
Viaggio collegato
- Spritz cambia mare. E forse è qui che inizia davvero il viaggio.
Spritz salpa verso il Portogallo inaugurando una nuova fase di BITE Project. Un viaggio di trasferimento attraverso il Mediterraneo fino all’Atlantico, aperto a chi vuole vivere la vera vita di bordo, imparare, mettersi alla prova o semplicemente scoprire se la vita in barca è davvero quella che ha sempre immaginato.